La storia della fotografia iraniana riflette le contraddizioni di una società in cui esistono profonde tensioni tra cultura tradizionale e contemporanea, tra tradizione urbana e rurale.
Aggiornato a gennaio 2024
Tuttavia, quando raccogliamo alcune delle sue immagini più significative, il paese si rivela come una nazione fiera e ribelle, libera dalle catene dei regimi e degli oppressori esterni.
1. Shadi Ghadirian – Senza titolo da Qajar, Iran, 2015
Ispirandosi alle fotografie del periodo Qajar in Iran, i ritratti di donne iraniane contemporanee vestite con abiti del XIX secolo realizzati da Shadi Ghadirian imitano lo stile tradizionale dell'epoca, ma incorporano riferimenti alla società moderna nel tentativo di mostrare il conflitto tra tradizione e modernità in un mondo globalizzato.
La stilizzazione e le tonalità seppia dei ritratti in posa sono quasi identiche alle fotografie classiche dell'epoca, ma arricchite da riferimenti al presente. In quella che è forse l'opera più famosa della serie, una donna velata tiene uno stereo portatile sulla spalla, interrogandosi su come siano cambiati i tempi, sul ruolo delle donne nella società e se, in effetti, la loro condizione sia effettivamente migliorata.
2. Abbas Kowsari – Stadio Azadi, Teheran – dalla serie “Mascolinità”, 2006
Abbas Kowasari affronta il rapporto della società iraniana con il corpo. I culturisti ritratti nelle sue foto sono allo stesso tempo impressionanti e non corrispondono all'immagine che il mondo ha dell'Iran.
La prestanza fisica dei corpi ben oliati che popolano le foto di Kowasari possiede anche una qualità omoerotica non comune nell'arte. L'omosessualità è un reato in Iran e quindi le foto di Kowasari affrontano la sessualità maschile in un ambito in cui è accettata, in questo caso lo sport.
3. Henry Clarke – Isfahan, Iran, 1969
Nel 1969 Henry Clarke ricevette l'incarico da Vogue di realizzare un servizio fotografico per la rivista in luoghi storici dell'Iran. Clarke immortalò modelle occidentali sullo sfondo delle mura di antichi edifici, tra cui moschee e palazzi a Teheran, Isfahan, Shiraz e Persepoli. Le foto di Clarke erotizzano l'Iran ed evocano un'atmosfera tipica dell'era coloniale.
Oggi, scattare foto di luoghi sacri con donne che mostrano i capelli non sarebbe consentito, quindi rappresentano una testimonianza unica dell'Iran pre-rivoluzionario.
4. Reza Bagheri – 'Pace'. Deserto di Bafgh, provincia di Yazd.
Questa splendida immagine è stata selezionata come vincitrice del primo premio del nostro Premio per la fotografia di paesaggio 2019, dal giudice Chris Burkard, e raffigura il deserto di Bafgh in Iran, rinomato per le sue bellissime dune ondulate, che il fotografo Reza Bagheri ha catturato la scena alla perfezione. Le linee pulite e levigate delle dune guidano lo sguardo dell'osservatore verso la distanza, dove gradualmente lasciano il posto a una pianura arida, mentre ancora più in là emergono aspre cime desertiche, stagliate contro lo sfondo di un cielo al tramonto mozzafiato.
5. Shirin Neshat – Donne di Allah, Iran, 2014
Il lavoro di Neshat esplora la relazione tra le donne e i sistemi di valori religiosi e culturali dell'Islam. Le sue foto apertamente politiche affrontano l'effetto della legge islamica sulla vita quotidiana delle donne iraniane. Nella sua serie Le donne di Allah, In una serie di autoritratti, l'artista si presenta con indosso il chador. Nelle fotografie, il suo viso, i piedi e le mani (le uniche parti del corpo la cui esposizione è consentita dalla legge islamica) sono ricoperti da poesie iraniane di Forough Farrokhzad e Tahereh Saffarzadeh. Attraverso la fusione di poesia e scrittura, Neshat afferma che queste donne sono più che semplici icone di oppressione: sono individui complessi con desideri e ambizioni.
6. Azadeh Akhlaghi – Facoltà di Ingegneria, Università di Teheran, Iran
Queste fotografie in posa riproducono famigerate scene di morte della storia iraniana, reinventando il concetto di testimone oculare. La serie di Akhlahi, intitolata "By An Eyewitness" (Da un testimone oculare), evoca un'epoca precedente agli smartphone e raccoglie alcune delle morti nazionali più sanguinose e famose del ventesimo secolo in Iran.
Questo quadro panoramico raffigura l'omicidio di Azar Shariat Razavi, Ahmad Ghandchi e Mostafa Bozorgnia, tre studenti uccisi dalla polizia durante le manifestazioni studentesche contro la visita di Richard Nixon nel 1953. Akhlaghi immortala in un fermo immagine il personale e gli studenti mentre corrono in preda al panico giù per le scale, mentre i corpi insanguinati giacciono nei corridoi circondati da amici sconvolti. L'Iran commemora ancora oggi questa tragedia ogni anno, in occasione della Giornata dello Studente.
7. Amirmahdi Najafloo Shahpar – “Benedizione”.
Questa immagine mozzafiato di Amirmahdi Najafloo Shahpar ritrae un gruppo di donne musulmane impegnate in preghiera durante l'Eid al-Fitr (l'ultimo giorno di Ramadan) nella città di Hamedan. La fotografia, scattata da un'angolazione laterale leggermente elevata, mostra migliaia di fedeli con il capo leggermente chino, coperte da hijab spesso riccamente decorati, a formare uno splendido mosaico che trasmette il loro profondo senso di devozione.
8. Fotografo sconosciuto – Foto di cronaca, 1967
Prima della rivoluzione iraniana, le donne vivevano in una democrazia liberale piuttosto tollerante, o quantomeno socialmente più aperta. La rivoluzione ha annullato diverse conquiste femministe: è stato introdotto l'hijab, le donne sono state escluse dai ministeri e dalla magistratura. Le immagini precedenti alla rivoluzione mostrano donne iraniane vestite con abiti succinti e attillati, molto simili a quelli indossati dalle loro coetanee occidentali. Queste immagini, giocose e colorate, mostrano un mondo completamente diverso dall'Iran moderno, dove la modestia e la tradizione sono la legge.
9. Gohar Dashti – Senza titolo, dal Apolide serie, 2014-15
Gohar Dashti ha fatto dell'eredità del conflitto il tema centrale del suo lavoro. Nata ad Ahvaz, città nel sud-ovest dell'Iran, al confine con l'Iraq, la sua casa è stata essenzialmente un campo di battaglia, in modo brutale, tra gli stati confinanti. Avendo visto il luogo che chiamava casa ridotto in macerie, ha scelto di fondare la sua pratica artistica sulle conseguenze fisiche e psicologiche di questa tragedia.
Approcciandosi alla storia postbellica come artista concettuale piuttosto che come fotografa documentarista, ha creato le sue immagini per individuare l'insicurezza che riconosceva intorno a sé durante la crescita. Le sue foto in posa giustappongono le aspettative della vita "normale" ai detriti della guerra. Nella sua serie Apolide, Ha creato metafore intese a esprimere il trauma persistente dell'Iran, causato dai milioni di vite perdute e dai milioni di persone sfollate a causa di futuri conflitti.
10. Farnaz Damnabi – “Playing is my right #2″ 2018
Questo meraviglioso ritratto, scattato da un fotografo iraniano Farnaz Damnabi In un piccolo villaggio della provincia di Golestan, Farnaz racconta una storia toccante. In alcuni villaggi iraniani, gli abitanti non dispongono di servizi essenziali come acqua ed elettricità e, secondo la fotografa, spesso non si presta sufficiente attenzione alle esigenze di svago dei bambini. Tuttavia, nonostante l'intento di far luce su tali circostanze, ciò che Farnaz ha trovato – e splendidamente immortalato nella foto – è stata la genuina felicità dei bambini, anche in assenza di adeguate strutture per il divertimento.
Il volto sorridente della bambina, sullo sfondo di altalene rotte e del paesaggio aspro e arido, crea un'immagine surreale, al contempo commovente e malinconica, che cattura la resilienza e la gioia dei bambini di fronte a circostanze difficili.
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