Mack presenta “King, Queen, Knave”, la terza monografia molto attesa del celebre fotografo americano e Magnum Photos membro Gregory Halpern.
Uno dei fotografi documentaristi più creativi di oggi, Halpern, nato a Buffalo, New York, crea opere che stimolano la riflessione e che esplorano poeticamente le complessità dell'identità americana contemporanea. La sua seconda monografia, pubblicata nel 2016, è un'ode visiva accattivante, enigmatica e a tratti ultraterrena a Los Angeles. ZZYZX—è stato un successo clamoroso ed è ora alla sua quarta edizione.
Il titolo riprende il nome tradizionale della figura di un mazzo di carte, ma forse, cosa ancora più importante, riecheggia la tragicommedia cupa di Vladimir Nabokov del 1928, incentrata su un intricato e ingannevole triangolo amoroso guidato da personaggi che recitano false parti. Per Halpern, questo riferimento funge da cornice appropriata per Buffalo, una metafora della natura sfuggente dell'identità e delle versioni contrastanti e coesistenti di noi stessi che portiamo dentro.
Realizzate nell'arco di due decenni, le sue immagini sfidano i cliché e i luoghi comuni del declino della Rust Belt, immergendosi invece in una realtà idiosincratica ed enigmatica che sfiora costantemente il surreale. Qui, Halpen si pone come guida – o forse, proprio come i personaggi di Nabokov, come narratore inaffidabile – attraverso la casa della sua infanzia.
Halpern si serve di un simbolismo denso e di una sottile tensione domestica per guidare la narrazione. Oggetti semplici e scene di vita quotidiana – una singola carta da gioco lasciata sul sedile di un'auto, una scacchiera ghiacciata o tulipani che sbocciano ostinatamente in mezzo a un'improvvisa nevicata primaverile – racchiudono un inaspettato peso psicologico che cattura lo sguardo e stimola l'immaginazione. I giochi e le loro intrinseche dinamiche di potere ricorrono costantemente, dalla cruda tensione di un ragazzo che fa boxe alla silenziosa stallo dell'inverno, presentando un mondo di stagioni "confuse" in cui la bellezza è indissolubilmente intrecciata alla bruttezza e il degrado industriale coesiste con la natura.
Molte delle immagini del libro ritraggono gli abitanti della zona, catturati durante incontri casuali nel silenzio inquietante delle tempeste di neve di Buffalo. Halpern si avvicina ai suoi soggetti senza imporre una narrazione rigida o suscitare semplice pietà, permettendo agli spettatori di trarre le proprie interpretazioni di questi personaggi e della loro vita interiore.
Poetiche e coinvolgenti, l'architettura locale e gli angoli desolati appaiono isolati eppure stranamente monumentali, passando da una tavolozza smorzata e priva di sole di bianchi invernali a improvvisi e radiosi bagliori di calore estivo. Eppure, in mezzo a questo senso di disperazione di fondo, la magistrale manipolazione della composizione e della luce da parte di Halpern rende ogni immagine innegabilmente bella, creando un potente contrasto che rispecchia l'infinita complessità della città.
Come ormai ci si aspetta da Halpern, King, Queen, Knave trascende la mera documentazione, operando in un mutevole stato di sogno e memoria che risulta intensamente più personale del viaggio allucinatorio e baciato dal sole di ZZYZX. Tornato tra i paesaggi profondamente incisi della sua terra natale, Halpern si confronta con i fantasmi di un passato condiviso, usando la macchina fotografica non solo per un'introspezione solitaria, ma per catturare una nostalgia collettiva più ampia. "Quando guardi una persona, tutte queste forme di essere sono lì dentro di noi", osserva, un sentimento che qui risuona profondamente, dove i volti per strada rispecchiano inevitabilmente versioni più giovani e alternative della sua stessa storia.
Tutte le immagini © Gregorio HalpernPer gentile concessione di MACK e dell'artista.
Re, Regina, Fante è pubblicato da Mack ed è disponibile tramite il loro sito web ufficiale.