“Il nostro mondo moderno si basa sull’esistenza dell’energia.”
In L'era minerale, l'ultimo progetto del fotografo tedesco Tom Hegen, esplora i vasti e spesso nascosti paesaggi che alimentano il passaggio globale alle energie rinnovabili.
Per oltre un secolo, il progresso umano è stato alimentato da carbone, petrolio e gas, fonti energetiche che ci hanno proiettato in un'epoca di crescita e benessere senza precedenti, ma anche di grave pericolo ecologico. Le fondamenta ricche di carbonio della civiltà moderna hanno spinto il pianeta sull'orlo della crisi, innescando un urgente sforzo globale per la decarbonizzazione. Eppure, questa nuova rivoluzione industriale, guidata dalla promessa di energia pulita, porta con sé i suoi costi nascosti.
Il fotografo tedesco Tom Hegen documenta da tempo l'impatto dell'uomo sul nostro pianeta e per il suo ultimo progetto ha rivolto lo sguardo ai luoghi della Terra che alimentano questa transizione. Attraverso la sua caratteristica prospettiva aerea, Hegen esplora i luoghi in cui i minerali essenziali per le tecnologie rinnovabili – nichel, litio, cobalto e terre rare – vengono estratti e raffinati. Le sue immagini rivelano sia la portata impressionante che l'impatto devastante dell'estrazione in un mondo che corre per reinventarsi.
Per Hegen, si tratta di un progetto che rappresenta l'ultimo capitolo del suo lavoro di lunga data. Ha trascorso l'ultimo decennio a documentare l'impronta umana sulla superficie terrestre, lavorando da aerei, droni e mongolfiere per catturare le cicatrici geometriche dell'agricoltura, dell'attività mineraria e della produzione industriale, traducendole in composizioni che sfumano il confine tra documentario e astrazione. Il suo lavoro, esposto e pubblicato a livello internazionale, si fonda sulla convinzione che per comprendere il nostro tempo, dobbiamo prima confrontarci con le tracce che lasciamo dietro di noi.
"Sono sempre stato affascinato da come le nostre azioni stiano rimodellando i sistemi geologici ed ecologici del pianeta", spiega. Per Hegen, la fotografia paesaggistica non riguarda più la natura incontaminata, ma gli spazi in cui le forze umane e naturali si scontrano. "Mi vedo come un osservatore", afferma, "che documenta ciò che noi, come specie, abbiamo fatto del mondo".
Sviluppato in cinque anni, L'era minerale estende questa indagine alle prime linee della cosiddetta rivoluzione verde. "Il nostro mondo moderno si basa sull'esistenza dell'energia", osserva Hegen. "Eppure la storia spesso trascurata dietro la transizione verso le energie rinnovabili è l'immensa domanda di minerali come nichel, litio, cobalto e terre rare, materiali essenziali per costruire le stesse tecnologie che rendono possibile l'energia verde, dalle batterie all'infrastruttura delle nostre vite digitali".
Dall'alto, questi siti assumono una bellezza strana e paradossale: la distesa a specchio della centrale solare Ivanpah, che luccica contro l'arido terreno del deserto del Mojave in California; gli stagni di evaporazione turchesi del deserto di Atacama in Cile, che brillano di litio concentrato; il terreno fratturato e color ruggine della miniera di rame Ray in Arizona; e le radure sbiancate dei siti di estrazione del nichel in Indonesia, dove la deforestazione avanza sempre più. Ogni immagine racconta una storia di progresso intrecciata con l'esaurimento.
Ciò che emerge chiaramente dalle immagini di Hegen è che la transizione verde non è distribuita in modo uniforme. "Il Nord del mondo è il principale consumatore di minerali che vengono in gran parte estratti nel Sud del mondo", spiega. "Sono tornato di recente da Bangka, un'isola indonesiana che produce la maggior parte dello stagno del paese, un materiale essenziale utilizzato come saldatura per i circuiti stampati dei nostri smartphone e computer. Gran parte di questo stagno viene estratto illegalmente da minatori artigianali, sia sulla terraferma che, sempre più spesso, nell'oceano, con impatti devastanti sull'ambiente e sulla salute delle persone. Il vero pericolo è che stiamo ancora una volta sfruttando le risorse di paesi vulnerabili per sostenere il nostro benessere, mantenendo pulito il nostro giardino di casa".
Catturare siti così immensi e spesso inaccessibili richiede sia precisione tecnica che resistenza. Hegen si affida a droni pesanti dotati di fotocamere di medio formato, che gli consentono di renderizzare questi paesaggi con dettagli mozzafiato. "Ogni volo richiede di destreggiarsi tra normative locali, condizioni meteorologiche e sfide tecniche", afferma. "Ma queste difficoltà conferiscono una certa tensione e intensità all'atto di creare un'immagine".
Nonostante il loro orientamento documentaristico, le fotografie di Hegen mantengono un'inconfondibile impronta estetica. "Cerco sempre di trovare una prospettiva che bilanci astrazione e informazione", spiega. "L'elemento estetico funge da invito: attrae l'osservatore attraverso la bellezza, la forma e il colore. Poi, a un secondo livello, la storia si dipana sotto la superficie".
Nell'era minerale è una storia di contraddizioni: innovazione e distruzione, speranza e arroganza. È una meditazione visiva su cosa significhi costruire un futuro più pulito scavando più a fondo nella Terra. "Non ho mai voluto creare arte fine a se stessa", riflette Hegen. "La fotografia, per me, è un mezzo per raccontare stories e stimolare la riflessione. Soprattutto oggi, è più importante che mai realizzare opere che abbiano rilevanza, opere che ispirino, informino e incoraggino la consapevolezza."
Tuttavia, attraverso gli occhi di Hegen, la transizione verso un mondo rinnovabile si rivela non solo nel fumo e nella rovina, ma anche nel colore, nella geometria e nella luce; una bellezza che affascina e inquieta allo stesso tempo, ricordandoci che ogni atto di progresso lascia una traccia.
L'era minerale: alimentare il futuro, il libro fotografico, sarà pubblicato nella primavera del 2026.
Tutte le immagini © Tom Hegen
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