“…l’influenza non ha regole. Sono influenzata soprattutto quando sono più ispirata. Forse è per questo che molti fotografi amano esplorare nuovi luoghi e incontrare nuove persone. Quella freschezza è fonte di entusiasmo.” – Laura Pannack
Laura Pannack, fotografa londinese e membro della giuria del nostro Visual Story Award 2026 (le iscrizioni sono ora aperte), è nota per i suoi ritratti, frutto di pazienza, sensibilità e una magistrale padronanza della luce. Spesso incentrate sui giovani, le sue immagini trasmettono un'intensità discreta, invitando lo spettatore a immergersi in momenti di fiducia, vulnerabilità e presenza.
“"Sono stata educata a fare ciò che amo, e dal momento in cui ho iniziato a fotografare me ne sono innamorata..."”
Nonostante suo padre lavorasse come fotografo, Laura Pannack aveva vent'anni prima di prendere in mano una macchina fotografica e scattare la sua prima foto. Questo accadde durante i suoi studi propedeutici al Central Saint Martins College of Arts di Londra, e accese in lei una sensazione che descrive così: ‘'come una droga'’, Ciò non le lasciò alcun dubbio sul fatto che la fotografia fosse la carriera che era destinata a intraprendere.
Influenzata e ispirata dalle opere di una miriade di artisti e fotografi, sia del passato che del presente, dai ritratti sorprendenti e sovversivi di Diane Arbus e dalle rappresentazioni surrealiste di Man Ray, a quelle dei suoi contemporanei come Taryn Simon, Philip Lorca diCorcia e Joakim Eskilsden, Pannack esamina la connessione spesso composita tra soggetto e fotografo, spinta dal suo profondo fascino per le persone,’e l'interazione, la dinamica e la psicologia della relazione".
Scatta prevalentemente su pellicola piuttosto che in digitale, trovando piacere nell'atto di usare una macchina fotografica analogica, che descrive come “più lento e ponderato”, permettendole di “Concentrati sul processo piuttosto che lasciarti distrarre dal risultato”.
Sebbene sSostiene che i suoi metodi di lavoro differiscono leggermente a seconda del contesto, ma il suo approccio è invariabilmente intuitivo, con narrazioni che si formano organicamente a partire dal suo scatto istintivo piuttosto che da idee o programmi preconcetti.
Gran parte del suo lavoro si concentra sulla giovinezza, un periodo della vita che da sempre la affascina e che ritrae con notevole grazia e chiarezza. Amore giovanile, Baruch E Simmetrie insulari, La serie con cui Pannack si è inizialmente fatta un nome, rivela una pacata perspicacia e una sincerità disarmante, dal tono onirico e profondamente attenta all'individualità di ogni persona fotografata.
“L'adolescenza è un periodo meravigliosamente intenso che ci plasma. Quel mix di identità e confusione. La forza Di Mi ispirano l'ingenuità, il senso di invincibilità e di meraviglia. Mi piace l'onestà dei giovani, la loro mancanza di finzioni e, soprattutto, il fatto che siano semplicemente fantastici e divertenti.”
È evidente che questo Una combinazione distintiva di qualità è alla base della sua pratica, esemplificando così IL potente La reciprocità tra fotografo e soggetto è ciò che il suo lavoro cerca di esplorare. Negli ultimi anni, la pratica di Pannack si è ampliata pur mantenendo questa sensibilità di base. Sebbene i giovani rimangano centrali nel suo lavoro, ha sviluppato progetti collaborativi e socialmente impegnati che esplorano questioni di luogo, rischio ed esperienza condivisa.
Negli ultimi anni, la pratica di Pannack ha continuato ad evolversi pur mantenendo l'intimità e l'empatia che caratterizzavano i suoi primi ritratti. La sua acclamata serie in corso Il viaggio di ritorno a casa da scuola segue i giovani di Città del Capo mentre affrontano i viaggi quotidiani attraverso quartieri colpiti dalle gang, combinando ritrattistica, paesaggio e collaborazione partecipativa per creare narrazioni stratificate di resilienza ed esperienza vissuta. Giovinezza senza età e vita senza morte Esplora il folklore rumeno e il trascorrere del tempo, mettendo in maggiore risalto l'elemento onirico e poetico della sua opera.
Il lavoro di Pannack ci ricorda la straordinaria potenza della narrazione visiva, la sua capacità di illuminare le vite, favorire l'empatia e rivelare la profondità e la complessità dell'esperienza umana. Le sue immagini continuano a testimoniare l'intimità, l'attenzione e la cura che da sempre contraddistinguono la sua pratica, dimostrando al contempo come la fotografia possa essere al contempo uno specchio e un ponte, connettendo artista, soggetto e spettatore in un dialogo.
Tutte le immagini © Laura Pannack