Nel 1829, l'artista francese Louis Jacques Mande Daguerre strinse una collaborazione con l'inventore Joseph-Nicephore Niépce. Insieme, cercarono di sviluppare un metodo per catturare le immagini visibili in una camera oscura.
Dopo anni di sperimentazione, Daguerre raggiunse il successo nel 1834, dando vita al dagherrotipo. Una lastra di rame argentato e lucidato, trattata con iodio per renderla fotosensibile, veniva esposta sotto una lente e poi "fissata" utilizzando vapori di mercurio.
Riconoscendo l'enorme potenziale di questa invenzione, il governo francese stipulò un accordo con Daguerre, acquisendo i diritti sul processo, e lo presentò poi al pubblico come un dono della Francia al mondo.
Da pratica confinata all'ambito dell'aristocrazia e dell'élite, la fotografia si è evoluta come strumento per preservare la storia. Un esempio è il lavoro di Samuel Cohner e Julian Vannerson, che fotografarono 90 delegati nativi americani in visita a Washington nel 1857, nel tentativo di ricucire i rapporti tra coloni e nativi.
Quando la guerra civile americana ebbe inizio nel 1861, la gente temeva di non rivedere mai più i propri cari. Di conseguenza, si assistette a un boom della fotografia ritrattistica: possedere una fotografia di un familiare o di una persona amata poteva aiutare le persone a ricordare l'aspetto del loro caro soldato, qualora fosse caduto in battaglia.
La fotografia rappresentava un metodo più semplice e veloce per ottenere un'immagine dei propri cari nei periodi di maggiore richiesta, o quando ritrattisti e illustratori avevano poco tempo a disposizione. La fotografia veniva utilizzata anche per commemorare i cari defunti.
Se in passato gli artisti ricostruttivisti avevano aiutato la polizia con i loro identikit nelle indagini sui crimini, la fotografia si rivelò uno strumento prezioso per l'accusa. Le autorità iniziarono a utilizzare le fotografie sui manifesti dei ricercati e potevano conservare il volto di un ex detenuto nei loro archivi per riferimento futuro. La National Detective Agency di Allan Pinkerton iniziò a fotografare i criminali nel 1870, dando inizio a quella che sarebbe diventata la più grande collezione di foto segnaletiche al mondo.
Quando l'Eastman Kodak L'azienda introdusse la prima fotocamera portatile da 35 mm per il mercato di massa nel 1888, cambiando per sempre il volto della fotografia di ritratto. La fotografia divenne improvvisamente accessibile al grande pubblico, dando vita a un'esplosione di autoespressione e creatività.
Non molto tempo dopo, nel 1896, lo Smithsonian Institution iniziò a collezionare ed esporre fotografie, e molte altre gallerie seguirono il suo esempio, legittimando così la fotografia come forma d'arte.
Nel 1906, Sociologo e fotografo americano Lewis Hine è stato assunto per documentare le pessime condizioni di lavoro con cui i bambini lavoratori stavano lottando in diverse fabbriche nel U.S.A..
I suoi ritratti mostravano l'umanità di queste persone e contribuirono all'approvazione di riforme sul lavoro minorile, come il Fair Labour Standards Act del 1938. Questo evento fece comprendere all'opinione pubblica il potenziale della fotografia come strumento di cambiamento sociale.
Nel 1922, Alfred Stieglitz ed Edward Steichen fondarono il Movimento Photo-Secession, un gruppo dedito ad aiutare la fotografia ad essere riconosciuta come forma d'arte.
Utilizzando tecniche sperimentali per modificare le loro fotografie, Movimento Photo-Secession Si ispirò ad altri mezzi espressivi e cercò di dimostrare le possibilità che la fotografia poteva offrire.
Il crollo della borsa del 1929 portò a un'ulteriore evoluzione nella ritrattistica. Da un giorno all'altro, le fortune delle persone si ridussero a zero, rendendo di fatto tutti uguali nella loro povertà.
Il potere umanistico della fotografia era più evidente che mai e, nel 1935, il governo degli Stati Uniti assunse dei fotografi per documentare la vita nelle campagne americane. Uno di questi fotografi era Dorothea Lange, le cui immagini si sono radicate nella coscienza moderna.
La ritrattistica è diventata un modo per le persone di interagire e, quantomeno, di entrare in empatia con individui di ogni estrazione sociale. Sebbene la fotografia professionale rimanga un lusso per i ricchi, gli smartphone e le app fotografiche rendono facile per chiunque diventare una star da un giorno all'altro, democratizzando completamente questo mezzo.
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