“Tutto il mio lavoro si è concentrato sui concetti di utopia e distopia. Credo che sia questo a rendere l'America interessante. È un insieme di tante cose diverse. È una società davvero complessa.”
– Joel Sternfeld
Steidl presenta una nuova edizione del fondamentale libro fotografico di Joel Sternfeld del 1987, "American Prospects".
Il desiderio di catturare l'essenza della propria patria è stato un sentimento comune tra i fotografi americani nel corso della storia, sebbene pochi lo abbiano fatto nel modo di Joel Sternfeld, il cui capolavoro più rappresentativo, Prospettive americane ha catturato lo spirito del tempo dell'America degli anni '80.
Sternfeld si è avvicinato al mondo della fotografia nel 1970, inizialmente e principalmente come fotografo di strada, immortalando immagini nella sua città natale, New York, ma desiderava un orizzonte più ampio e, nel 1978, si presentò l'opportunità di una borsa di studio Guggenheim.
Il denaro ricevuto gli permise di acquistare un camper Volkswagen e, poco dopo, intraprese un epico viaggio di otto anni attraverso l'America, immortalando i suoi diversi paesaggi e le sue popolazioni.
I paragoni con l'influente opera di Robert Frank americani’Le serie di Frank sono ben fondate, sia per quanto riguarda il soggetto trattato sia per il modo in cui hanno cambiato il corso della fotografia documentaristica da quel momento in poi. Sternfeld citò effettivamente Frank come fonte di ispirazione, sebbene il suo approccio fosse più distaccato, utilizzando una fotocamera a mirino 8x10 montata su treppiede, una novità rispetto alla fotocamera 35 mm usata da Frank, e prevalentemente dallo stesso Sternfeld, fino a quel momento.
Nonostante il suo stile essenzialmente vernacolare, la serie è permeata da una sensibilità bizzarra e a tratti surreale, dovuta in parte alla tematica trattata (un elefante esausto disteso in mezzo a una strada di campagna ne è forse l'esempio più lampante), sebbene anche le scene apparentemente insignificanti siano pervase da un intenso e a tratti minaccioso senso di drammaticità.
Ciò dà l'impressione di assistere a una piccola parte di una narrazione molto più ampia e ha comprensibilmente suscitato paragoni con Lynch, esemplificando al contempo la riflessione dello stesso Sternfeld, “Nessuna singola foto spiega nulla. È questo che rende la fotografia un mezzo così meraviglioso e al tempo stesso problematico”.
Splendidamente presentata nel formato dell'edizione originale del 1987, questa nuova edizione include immagini inedite che accentuano il tono vagamente distopico. L'immensità dell'America è racchiusa nelle raffigurazioni panoramiche di paesaggi selvaggi e meravigliosi, rese possibili dal formato grandangolare e accentuate dalle ingegnose tecniche compositive di Sternfeld, in particolare l'uso di molteplici punti focali separati da grandi distanze.
Il suo uso sobrio ma magistrale del colore affonda le radici negli insegnamenti del Bauhaus di Johannes Itten e Josef Albers e, all'epoca, rappresentava una netta rottura con lo stile monocromatico della fotografia documentaristica, prediletto dai suoi colleghi e predecessori.
Le singole immagini raramente contengono più di una ristretta gamma di tonalità pastello, che incarnano al contempo il soggetto e trasmettono una tangibile sensazione di stagionalità.
Sebbene "American Prospects" non sia privo di umorismo, che spesso assume la forma di una sottile ironia (esemplificata in modo lampante nell'immagine di un pompiere che compra una zucca da una bancarella, il cui tono rossiccio rispecchia quello delle fiamme che avvolgono una casa sullo sfondo), per Sternfeld si trattava in definitiva di un'impresa seria e politica.
Il suo approccio è indubbiamente più pragmatico di quello del più apertamente critico Frank, ma le sue descrizioni di monoliti industriali in decadenza, comunità colpite dalla povertà e la contrastante sterilità delle nuove case suburbane, insieme ai loro proprietari, illustrano la natura paradossale dell'America di Reagan, che presenta sorprendenti analogie con il paese odierno.
“Prendi 35 gradi su 360 e li chiami foto. Nessuna singola foto spiega nulla. È questo che rende la fotografia un mezzo così meraviglioso e al tempo stesso problematico.” – Joel Sternfeld
American Prospects è pubblicato da Steidl.
Tutte le immagini © Joel Sternfeld